Il mio piano per la tappa di oggi era semplice: avvicinarsi il più possibile a Santiago. Nella migliore delle ipotesi, pensavo di fermarmi a dormire nell’estrema periferia della città, altrimenti un po’ prima sul Monte del Gozo. Per il mio ginocchio ballerino si sarebbe trattato in ogni caso di un tappone, al limite delle mie possibilità attuali.
Con questi pensieri sono andato a fare colazione nell’unico bar di Ribadiso, zoppicando in maniera preoccupante. E qui si è verificata l’ennesima coincidenza. Mi sono assentato per lavarmi i denti e al mio ritorno ho trovato, seduta casualmente al mio stesso tavolo, Christel, la signora belga che ormai incontro spessissimo. Abbiamo così deciso di camminare insieme, con l’idea di avvicinarci il più possibile a Santiago.
L’aria fresca del mattino e i percorsi ombreggiati fra gli eucalipti hanno favorito il nostro cammino e per ora di pranzo siamo arrivati a Pedrouzo, a soli 21km da Santiago. Il mio ginocchio piangeva e i piedi di Christel si erano trasformati in “killing feet”, ma abbiamo comunque deciso di proseguire ad oltranza, almeno fino alla periferia di Santiago.
Il pomeriggio è stato molto più duro. Il Sole implacabile, il caldo bestia, lunghe salite e discese dalle parti dell’aeroporto, prive di alberi e di qualsiasi riparo. In alcuni punti abbiamo dovuto fare lunghe pause per recuperare un po’, ma non abbiamo mai abbandonato l’idea di arrivare.
Poco dopo le 19 abbiamo toccato la periferia della città, seriamente devastati. Ci siamo guardati negli occhi, e abbiamo fatto la bella pensata di andare fino alla Cattedrale e concludere insieme il cammino. Per farla breve, siamo arrivati in Praza do Obradoiro circa un’ora dopo, con grande soddisfazione abbiamo ritirato la Compostela, e ci siamo goduti lo spettacolo della piazza, stanchi ma felici.
Abbiamo anche scoperto che domani sarà un giorno molto importante a Santiago. La festa dell’ascensione è infatti giorno festivo e questa sera ci saranno feste e manifestazioni ovunque. La Messa delle 12 di domani sarà di eccezionale importanza e potremo assistere al famoso rito del Botafumeiro. Molto bene.
Dopo 30 giorni di cammino, concludo qui il diario di questa avventura. La giornata di domani e il possibile cammino verso Finisterre resteranno “privati”. Un grazie di cuore a chi mi ha seguito in questi giorni: spero di non essere stato troppo noioso e di avere portato una testimonianza che magari, un giorno, potrà invogliare qualcun altro a partire… A PIEDI!